Liquid Man – Omaggio a Bauman

 

Liquid Man - Omaggio a Bauman ©Bhavana Om
Liquid Man – Omaggio a Bauman ©Bhavana Om

Per citare il filosofo Zygmunt Bauman: “La vita liquida è una vita nella quale sembra non ci siano punti fermi; tutto cambia molto velocemente, troppo velocemente. Stiamo ancora imparando come affrontare una situazione, ma, nel frattempo, la realtà è cambiata, la situazione è diversa, e i nostri strumenti diventano subito inadeguati o, come si dice oggi, “obsoleti”. Tutto si mescola, che noi vogliamo o no, e si presenta diverso da come era in passato”.

Dall’ecologia alle filosofie orientali. Quando l’arte crea ponti, non muri

 

Dall’ecologia alle filosofie orientali.

Quando l’arte crea ponti, non muri

 

Intervista a Bhavana OM

di Cinzia Blanket

Bhavana OM è un artista dell’anima e che sa parlare all’anima. Creare è sinonimo di libertà per lui, ed è quindi difficile « catalogare » le sue opere sebbene si inquadrino nel territorio dell’astrattismo e della ricerca contemporanea. Rimane comunque limitante rinchiudere la sua arte in uno schema concettuale ben preciso, poiché Bhavana OM è sospeso tra occidente e oriente. Mescola astrattismo con riferimenti alla street art, usando i colori come fossero materia prima da plasmare. È un gioco di ombre e luce, caldo e freddo. In tutto questo rimane centrale la filosofia del reuse & recycle, poiché spesso le basi su cui costruisce le sue opere sono riciclate: una vecchia e logora sedia la trasforma in un omaggio a Van Gogh; un pezzo di legno abbandonato diventa l’oggetto per un’opera di Land Art… Nella sua arte il richiamo all’ecologia è forte. Così come è forte l’influsso della musica, della danza e della poesia nella sua arte multidimensionale. Un’arte non solo materica, ma anche energetica.

Per saperne di più e per intervistarlo lo abbiamo incontrato in Provenza, terra dove spesso vive e da cui trae molte ispirazioni.

 

Cosa ricerchi attraverso l’arte?

In tutta la mia vita/esperienza artistica ho cercato di trovare la sorgente dell’energia esistenziale per trasmetterla agli altri. Produzione e diffusione dell’energia olistica nell’azione creativa artistica: è questa in sintesi la mia ricerca. La mia indagine poetico-pittorica è alimentata dall’amore che provo per la musica, che definisco, vibrazionale. Ogni qual volta mi preparo per dipingere, la musica si diffonde nello spazio dove mi trovo. E la magia musicale accende la mia essenza, come le stelle illuminano il cielo in quelle sere di mezza estate ed entro in una dimensione che oso definire pseudo-trance.

Le mie mani afferrano colori, pennelli, spazzole, spatole, ecc. e iniziano questa danza che porta allo stato, puro e profondo, di creatività catartica. Tutto si trasforma in gesti plastici, a volte lenti e altre volte frenetici e sincopati, creando un flusso e riflusso energetico tra me e l’oggetto pittorico.

Si può parlare di uno scambio di energia?

Sì, è un vero scambio d’energia, che mi permette di sentirmi parte integrante del dipinto. E tutto questo è avvolto da un sottile ma intenso senso d’ironia che si palesa sul mio viso con un sorriso grande e buffonesco.

La tua creatività deriva anche dal piacere e dalla gioia di dipingere?

La gioia che provo quando dipingo è la stessa che provavo da bimbo quando a scuola la maestra mi lasciava dipingere con le mani sul foglio da disegno. Quando la musica finisce, io mi ritrovo con stupore davanti a una moltitudine di colori che rivelano quello che sono io oggi, in questo determinato momento. Sono mosso solo dal desiderio di danzare la vita attraverso i colori.

Bhavana OM, già dal nome troviamo tanti riferimenti alle filosofie orientali…

Non sento separazione tra occidente e oriente, perché ho trovato un punto di contatto tra queste dimensioni spaziali-concettuali. Quello che cerco con la pittura è la più pura energia. È quell’energia che sento praticando yoga, meditazione, ed è l’energia che ritrovo nella danza, nella poesia, nella musica. È un’energia che esprime molteplici manifestazioni.

È l’energia pranica che mi spinge a vivere con profonda consapevolezza ogni momento della mia giornata, a partire dal risveglio, dove il mio respiro è il soffio vitale. Attraverso la meditazione – pratica di consapevolezza dell’amore e dell’armonia – mi interconnetto con il resto del mondo. Le vibrazioni che la meditazione genera mi sostengono e mi collegano al flusso vitale, lo stesso flusso energetico che diventa l’espressione di poesia pittorica.

Imprescindibile comunque il rapporto con la musica…

La mia pittura nasce e si sviluppa come musica dei colori. La mia tavolozza è lo stereo che diffonde l’energia che pervade tutto il mio essere artista. L’equazione perfetta è quella tra musica e pittura, un’equazione che mi sostiene alimentando la mia voglia di conoscenza e di sperimentazione in ogni esperienza esistenziale. Ogni qual volta utilizzo il pennello, il rullo o la spatola e altri diversi oggetti, questi si trasformano in propaggine delle mie mani, mentre il mio corpo danza all’interno del dipinto senza limiti e confini. Io posso far parte del dipinto come parte del tutto, osservandolo a 360° così da poter immaginare lo sguardo del visitatore esterno che un giorno vorrà osservare, capire, vivere questa esperienza visiva con grande e completa libertà.

Cosa vuoi trasmettere a chi osserva le tue opere?

Non anelo alla complessità concettuale, né voglio condurre le persone verso un ipotetico enigma astratto e mentale. Cerco piuttosto con profonda umiltà e altruismo di coinvolgere le persone attraverso la dimensione immaginale-emozionale. In altri termini, accompagno il visitatore dei miei dipinti nel mondo di Bhavana OM. Quindi a chi capita di soffermarsi davanti a questa poesia di colori consiglio di non preoccuparsi del significato, ma di danzare con me.